Le 3 fasi della lavorazione del suolo

Prepariamo la terra per la stagione estiva

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

15/03/2020

Tempo di lettura stimato circa 4 minuti

Dopo un rigido inverno è arrivato il momento di ricominciare a lavorare la terra e di preparare l’orto e il terreno per la nuova stagione estiva. Ma quando di preciso va lavorata la terra? C’è un momento migliore? La lavorazione della terra si divide in almeno tre fasi: aratura, fresatura, livellamento.

Prima fase: l’aratura

L’aratura è la tecnica di lavorazione del suolo con lo scopo di spezzare il terreno e rigirarlo in modo che tutto quello in superfice venga sotterrato e viceversa. Si tratta di un passo fondamentale, soprattutto nel caso di terreni compatti o fermi da diversi anni; se un terreno non viene arato, si corre il rischio di lavorare solo la parte superiore senza scendere in profondità. Spesso l’effetto dell’aratura viene “rafforzato” dalla tecnica del sovescio, che è una pratica agronomica consistente nell'interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno.

L’aratura può essere fatta manualmente con una vanga (vangatura) oppure utilizzando delle macchine: per gli appezzamenti più grossi si usa un trattore, mentre nel caso di terreni modesti si può utilizzare un motocoltivatore Nibbi. Il rapporto potenza/peso del motocoltivatore è fondamentale per un buon lavoro del terreno: per esempio modelli come il KAM 13 S sono pensati appositamente per lavorare qualsiasi tipo di terreno ottimizzando il lavoro e il risultato.

I periodi migliori per compiere l’aratura sono Ottobre/Novembre oppure Febbraio; bisogna prestare attenzione alle temperature, in quanto nelle giornate fredde il terreno sarà difficilmente lavorabile perché ghiacciato. Anche le precipitazioni incidono su una buona lavorazione, perché la terra deve essere asciutta. Nel caso in cui si lavori la terra in condizioni climatiche non favorevoli, si corrono due rischi: rimanere bloccati nel fango con i macchinari o/e andare a creare una crosta sul terreno che non permette l’ottimale lavorazione. Una volta arato, il terreno deve riposare per almeno due mesi dopo averlo concimato e arricchito di sostanza organica. 
 

Seconda fase: la fresatura

La fresatura del terreno è una lavorazione che consiste nello sminuzzamento delle zolle di terra e nel rimescolamento del terreno. Nei casi in cui il terreno è soffice e morbido, soprattutto con certi tipi di coltivazione, è possibile saltare il momento dell’aratura e fresare direttamente il terreno. La fresatura si compie pochi giorni prima del trapianto degli ortaggi e ha lo scopo di rendere il terreno soffice e accogliente, così che la crescita della semente o delle piantine sia ottimale.

Terza fase: il livellamento

L’ultimo passo è il livellamento del terreno, che serve per evitare i ristagni idrici dovuti a dislivelli o affossamenti. 
 

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