Arricchire il suolo durante il periodo invernale

La tecnica del sovescio

Ispirazioni / Consigli sempreverdi

22/10/2020

Tempo di lettura stimato circa 3 minuti

L’autunno è arrivato, le giornate si fanno più brevi e il lavoro nei campi comincia a rallentare. Le maggiori colture sono state raccolte e la scena che si può notare più spesso guardando i campi è quella della terra lavorata lasciata scoperta e a contatto con aria e agenti atmosferici. Questo lasso di tempo, cioè quello tra la fine della raccolta della coltura principale e la semina della nuova coltura, è il periodo in cui si può alimentare il terreno, arricchendolo di sostanze nutritive e mantenendo i microrganismi che vivono in esso. Una tecnica utilizzata è quella del sovescio, pratica agricola che consiste nella coltivazione di vegetali (per lo più leguminose) non con scopo produttivo ma al fine di coprire il terreno e alimentarlo. Queste varietà vengono seminate in autunno e trinciate in primavera. Questa pratica, oltre a nutrire il suolo, produce parecchi vantaggi, tra cui l’arricchimento del terreno di azoto, l’assorbimento dell’acqua in eccesso, la mitigazione del gelo e il contenimento dei terreni, prevenendo eventuali dissesti.

Il sovescio

Per il sovescio invernale non è consigliabile utilizzare solo varietà di leguminose, perché potrebbero essere soggette e soffrire delle gelate. Di solito il sovescio è creato miscelando leguminose, brassicacee e graminacee. Provando a sintetizzare: le leguminose fissano l’azoto nel terreno, le brassicacee proteggono dalle gelate le leguminose, le graminacee coprono il terreno. In commercio si possono trovare dei miscugli di semi, studiati per massimizzare il risultato. Un esempio di miscela interessante potrebbe essere quella che unisce veccia, favino, pisello proteico, trifoglio e facelia.

Interessante è anche l’uso della senape, utilizzata per la particolare capacità di uccidere le componenti dannose e le colture come la fragola, la patata e il pomodoro. Le piante leguminose affondando in profondità nel terreno e unite all’utilizzo di micorrize arricchiranno il terreno di sostanze nutritive e vita. Troppo spesso si guarda in superficie, non preoccupandosi di quello che avviene nel suolo.

Tecniche per alimentare il suolo

Arrivati in primavera, prima che le piante incomincino a lignificare, dovremo restituire al suolo le sostanze che sono state assorbite dalle varietà seminate per crescere. Si andrà ad alimentare il suolo fornendogli biomassa con due tecniche: con l’interramento del sovescio o con lo sfalcio del sovescio. Per interramento del sovescio si avrà bisogno di un aratro o di un ripuntatore che, come si è visto negli scorsi articoli, si possono attaccare a motocoltivatori quali il Nibbi KAM 413 S (in questo caso l’uso di zavorre è consigliato). Una volta interrato il sovescio, bisogna aspettare 15-20 giorni e poi procedere alla semina delle colture stabilite.

La trinciatura del sovescio consiste nell’utilizzare strumenti quali una trinciasarmenti per sfibrare le varie varietà e avviare il compostaggio il prima possibile. A differenza del taglio, che incentiva la ricrescita, la trincia taglia e sfibra permettendo un effetto pacciamatura ottimale per la semina. Anche in questi casi possiamo fare tutta la lavorazione con il motocoltivatore oppure con una trinciasarmenti.

Il sovescio non è obbligatorio ma è la pratica ideale per il lavoratore che vuole ottenere il massimo con il minimo sforzo.

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